La mia attività di impresario edile è frutto di una scelta tardiva, che ha seguito una lunga esperienza professionale di tutt'altra natura.
La volontà di aiutare persone alla ricerca di un futuro dignitoso affinchè ottenessero il permesso di soggiorno, un lavoro equamente pagato e una casa, ha avuto per me il senso di un atto doveroso.
Le motivazioni della mia scelta risiedono senz'altro nella memoria di mio padre, che è mancato troppo presto, ma con il quale non è mai venuto meno un colloquio ideale costante: tante volte mi sono affidato al ricordo del suo esempio per affrontare scelte difficili.
Ciò nonostante, spesso mi sono sentito solo, pur animato dalla forza delle mie convinzioni: ho trovato conforto in uomini di Chiesa, Don Franco e Suor Angela, che non ringrazierò mai abbastanza per avermi aiutato a superare i momenti di delusione e di scoraggiamento.
Sono consapevole di aver commesso molti errori, soprattutto nei rapporti con il personale. La certezza di operare in un settore molto complesso, in cui si concentra una grande quantità di persone in difficoltà, non mi ha mai distolto dalle mie responsabilità o fatto sentire meno colpevole nei miei sbagli. Oggi, a distanza di anni, mi è d'aiuto sapere che tanti ragazzi che hanno condiviso una parte del mio cammino, si sono inseriti con profitto ed onestà nel mondo del lavoro.
Nel catalogare le fotografie dei lavori più importanti di questi dieci anni, operazione inevitabilmente lacunosa perchè assai recente, voglio provare a ricordare tutti i "miei ragazzi", i Paesi dai quali provengono, conservando nel mio cuore le storie delle loro incredibili vite.
È questa memoria che anima il mio immutato desiderio di avere tanti altri "miei ragazzi", cui offrire un'autonomia lavorativa, per il resto della mia vita.
Alessandro Carando